Il tetto del 5×1000: cos'è e perché ti riguarda
Animal Law Italia · aggiornato al 3 novembre 2026
Il tetto del 5×1000 è la cifra massima che lo Stato distribuisce ogni anno agli enti scelti dai contribuenti. Dal 2026 è di 610 milioni di euro (legge di bilancio 2026, legge 199/2025, comma 24); dal 2022 al 2025 era di 525 milioni. Se le scelte valgono di più, le quote di tutti gli enti vengono ridotte in proporzione e la differenza resta allo Stato.
Come funziona
Ogni contribuente che firma destina lo 0,5% della sua IRPEF. Lo Stato somma tutte le scelte: se il totale supera il tetto, riduce la quota di ogni ente nella stessa percentuale. La tua firma vale comunque, solo un po’ meno di quanto vale sulla carta.
Quanto è stato tagliato
Nelle dichiarazioni del 2024 i contribuenti hanno destinato 603,9 milioni di euro, ma agli enti ne sono arrivati 525: circa 79 milioni sono rimasti allo Stato, secondo l’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica.
Come è cambiato il tetto
| Anni | Tetto |
|---|---|
| 2015-2019 | 500 milioni |
| 2020 | 510 milioni |
| 2021 | 520 milioni |
| 2022-2025 | 525 milioni |
| dal 2026 | 610 milioni |
Con il nuovo tetto lo Stato trattiene meno, ma se le scelte continuano a crescere una parte resterà comunque fuori.
Cosa cambia per te
Niente nella firma: si fa allo stesso modo e non costa nulla. Cambia quanto arriva all’ente. Il tetto più alto è una delle ragioni per cui fra il 2024 e il 2025 gli importi degli enti per gli animali sono saliti più delle firme: lo mostriamo nei numeri del 5×1000 agli animali.
Fonti: legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 24; Osservatorio CPI, Università Cattolica: a chi vanno i fondi del 5 per mille.
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